4 risposte a “Il futuro prossimo degli e-book: un nuovo mercato o nuovi prodotti?

  1. >E se, invece, l’e-book fosse destinato a creare un’offerta editoriale >alternativa a quella cartacea, non nell’uso ma nella concezione del >prodotto?

    Concordo pienamente: o il futuro dell’ebook è questo o probabilmente non ha futuro fuori dalla nicchia. Il fenomeno è noto agli studiosi dei media e delle loro innovazione tecnologiche, si chiama “ri-mediazione” e fu coniato da Bolter. Quando un nuovo media si affianca a uno vecchio con caratteristiche apparentemente simili la prima tentazione è quella di riprendere i contenuti e le modalità di fruizione e riproporli tal quali nel nuovo gridando prematuramente alla morte del vecchio. Avvenne nel passaggio tra teatro e cinema e tra radio e televisione. Quello che avviene in realtà è che il nuovo media sviluppa un nuovo linguaggio proprio e il vecchio media sopravvive continuando a parlare una lingua diversa. Siamo ancora nella prima fase quella in cui l’e-book non ha ancora un proprio linguaggio e ci ripropone saggistica e narrativa convenzionali su supporto digitale. Il vero e-book, quello che si affiancherà al libro cartaceo, implementerà sottofondi musicali ai brani, illustrazioni animate, connessioni tramite internet coi luoghi descritti e chissà cos’altro. Avrà un prezzo diverso, sarà fatto forse da editori specializzati e sarà un prodotto diverso da affiancarsi alla carta, meno interattiva, ma di maggior stimolo all’immaginazione del lettore.

  2. Alcuni miei amici ed io ne abbiamo parlato spesso, ultimamente. Siamo tutti lettori “forti” (dai 60 ai 100 libri all’anno ed oltre) di varie età comprese fra i 25 e i 70 anni, tutti abbastanza tecnologicamente attrezzati e/o avanzati. Alcuni di noi ricercano subito l’e-book del titolo di proprio interesse, lo leggono e poi, se veramente soddisfatti, vanno ad acquistare il formato cartaceo in libreria. Questo comportamento è funzionale a diverse problematiche che ci si presentano spesso e volentieri. La prima è che le nostre case sono invase dai libri, e molti di noi non hanno il coraggio di eliminarne alcuni perché ci piacciono meno di altri. E’ uno dei comportamenti che mi riguarda da vicino, al punto che, a causa del mio vero e proprio culto del libro, mi ritrovo alcune migliaia di libri che invadono ogni spazio libero. Altri hanno fatto una scelta puramente economica e pratica: l’e-book ha un costo inferiore, la possibilità di salvare eventualmente i testi su di un hard disk molto capiente, la comodità di portarsi in giro anche testi molto “pesanti” semplicemente infilando il lettore in tasca o in borsa. Altri ancora rimangono fedeli per ora al cartaceo, adducendo il fatto che non c’è ancora abbastanza scelta e qualità nell’offerta. Io per il momento continuo a comprare i libri in formato cartaceo, in libreria oppure online, ma questi argomenti sollevati dai miei amici mi stanno ronzando in testa da un bel po’, e se qualcuno decidesse di regalarmi un e-book reader per il mio prossimo compleanno, bhe, non lo disdegnerei. Ma non smetterei mai di comprare libri che ritengo importanti per me.

  3. Fabio Giallombardo

    Personalmente rispetto agli ebook ho avuto un approccio, per così dire, schizofrenico: li ho guardati con diffidenza per anni non senza una punta di snobismo e supponenza. Poi quest’estate mia moglie mi ha regalato un tablet e, complici le vacanze, ho iniziato a leggere con un ritmo di un libro esatto al giorno per più di un mese: mi piaceva soprattutto poter cambiare il formato quando mi si stancavano gli occhi, mi piaceva poter fare ricerche sul web a partire da un’espressione, solo con un click, e poi ritornare a tuffarmi nella lettura…insomma, come spesso avviene quando si è disprezzato qualcosa con troppa acredine, il rifiuto si è trasformato in una vera e propria infatuazione! Poi il ritmo di lettura ha cominciato a rallentale, ma ancor oggi amo moltissimo leggere su formato epub e spesso uso il tablet anche per le lezioni in classe. E qui ho inizato ad individuare il problema di cui parlava Abbadessa: gli alunni naturalmente considerano “fico” il docente che spiega Dante, Lucrezio o Sofocle servendosi di un tablet, però poi si guardano bene dall’imitarlo e questo per due ragioni antitetiche: i ragazzi più scolarizzati ed amanti della lettura sono più papalini del papa e tengono a strigliarmi, rimarcando che il rapporto tattile con la carta è un’altra cosa e che proprio da un filologo non si sarebbero mai aspettati una simile barbarie e un tradimento della sacra charta; quelli meno tradizionalisti (diciamo i più somarelli…) apprezzano in linea teorica il tipo di fruizione elettronica ma poi si vede che non sono capaci di leggere più di tre parole senza distrarsi, aprire una pagina facebook, ascoltare musica, giocare a PES e così via. Pertanto anch’io ritengo che l’ebook non decollerà mai come fenomeno di massa: potrebbe diventare un formidabile strumento didattico, capace per esempio di proporre a costo minimo sconfinate antologie di letteratura o di filosofia. Ma dev’essere poi l’insegnante a guidare i ragazzi perchè è più difficile per un adolescente imparare a fruire di uno strumento eletronico che di uno cartaceo, nonostante quello che si potrebbe pensare. E la difficoltà, come ho spiegato, non risiede nel medium ma nello stile di lettura. Questo è il motivo per cui bisogna ripensare completamente tutta la faccenda, creando degli strumenti multimediali (ebook+audiolibri e link davvero utili) che possano davvero attrarre il grande pubblico. Ma questo forse è possibile per i classici, per la saggistica e per la manualistica, non certo per la narrativa contemporanea.

  4. Ho assistito a un incontro sull’argomento nel corso dell’ultima mostra “piùlibripiùliberi” di Roma; gli addetti ai lavori hanno esposto tesi vicine a quella di Daniele Trovato
    Un autore di cui non ricordo ora il nome, muovendosi con piacevole agio tra scrittura, grafica e musica, propose in nell’occasione un “oggetto culturale” nuovo e sincretico molto interessante: destinato a soddisfare le esigenze di un pubblico ancora in fieri, il quale non amerà fruire separatamente delle diverse prospettive, ma le contempererà in maniere per noi ancora poco chiare.
    L’ebook attuale, secondo i dati disponibili, non arriva allo 0,1% delle vendite complessive di libri. Eccessivo il prezzo, soprattutto per via dell’IVA, fastidiose e incongrue le protezioni, ancora restii i lettori, resistente l’appeal del cartaceo. Non credo, anche se non mi rifiuterei di farne esperienza, che la pubblicazione del solo ebook sia vantaggiosa per lo scrittore.
    Coltivo l’idea (ingenua, impraticabile?) che il libro elettronico, qual è oggi, – uso da tempo un reader – possa essere un prodotto da offrire “anche” in allegato al cartaceo con un modesto sovrapprezzo. In analogia con alcuni testi corredati di cd, il lettore – libero s’intende di acquistare on line come adesso il solo ebook – potrebbe scaricarlo presso i punti vendita sul proprio lettore, in modo da disporre delle due versioni. L’ ovvio vantaggio è costituito dal ridotto ingombro; i nostri libri potranno ben più facilmente seguirci negli spostamenti, mentre in casa continueremo a gradire il volume vero e proprio.

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