Facciamo la squadra per i Racconti mondiali.

Il calcio, l’Italia e la nuova iniziativa editoriale per Narrativo Presente
di Cristiano Abbadessa

imgSquadra2È partita la selezione per allestire la squadra mondiale per il mese di giugno.
La nostra squadra, quella di Autodafé, che si schiererà in campo con i Racconti mondiali, una raccolta di brevi produzioni letterarie ispirate alla più importante manifestazione calcistica del pianeta, al suo impatto storico e sociale, al suo vissuto nel nostro paese.
La competizione tra gli scrittori per entrare in squadra è aperta, e potete leggere nella sezione dedicata del nostro sito tutte le regole per la partecipazione .
Qui, in breve, vale la pena di ricordare le tappe principali dell’iniziativa e il suo spirito.
La prima fase sarà dedicata all’allestimento della squadra, che verrà selezionata da Autodafé con il contributo di una giuria formata da scrittori e operatori del mondo editoriale.
Entro il 31 marzo, chiunque voglia partecipare può inviare il proprio racconto, ispirato al tema dei Mondiali di calcio e, come d’obbligo per la nostra casa editrice, con un occhio attento alla realtà sociale dell’Italia contemporanea. I racconti devono esssere compresi tra una lunghezza minima di 7000 battute e una massima di 40.000; che non sono cifre casuali, perché ben si attagliano al progetto editoriale ma evocano anche il numero minimo di calciatori per partecipare a una gara (7) e quello massimo dei preconvocati di ogni nazionale per la selezione da schierare ai Mondiali (40). La redazione si riserva il diritto di escludere racconti palesemente non in tema o che non rispettano le regole, ma speriamo che questo non si verifichi per nessun aspirante.
Tutti i racconti ammessi a partecipare alla selezione saranno sottoposti alla lettura dei giurati, per arrivare alla formazione della compagine da schierare in campo. Sarebbe ideale allestire una formazione di 11 giocatori (narratori), ma è un vincolo che non possiamo porci a priori come tassativo.
Della squadra (ovvero, degli autori pubblicati) faranno parte anche alcuni giurati-scrittori, padri nobili dello “spogliatoio” letterario che collaboreranno con Autodafé alla scelta dei compagni. È importante sapere che la selezione non avverrà attraverso una mera e cruda classifica di gradimento stilata dai giurati e dalla nostra redazione, ma che la formazione da schierare in campo obbedirà anche ai criteri che presiedono la scelta di una formazione tatticamente equilibrata e in cui ciascuno riveste un ruolo diverso: ci saranno quelli “bravi”, ma anche quelli “utili”, e come nel calcio il faticatore sta accanto al fantasista, così la nostra squadra potrà schierare il più creativo (per esempio, chi avrà scritto un soggetto di particolare originalità) accanto al più metodico (per esempio, chi avrà mostrato mggiore accuratezza nella ricostruzione storica, filologica e ambientale del racconto).
La squadra scenderà in campo ai primi di giugno, nel corso della terza edizione del Festival Letteratura Milano (in calendario dal 4 all’8 giugno). Per quel momento il “commissario tecnico” avrà già prescelto la formazione e allenato i componenti; in termini letterari, saranno stati selezionati i racconti, la redazione di Autodafé avrà provveduto all’editing delle opere, la raccoltà sarà stata stampata. Una serata, durante il festival, sarà dedicata alla presentazione della raccolta, con interviste incrociate tra giurati e autori, interazioni con il pubblico e lancio della seconda fase della competizione.
Perché, una volta formata la compagine, ciascuno, in una certa misura, giocherà anche per se stesso. Dopo la pubblicazione della raccolta, infatti, tutti i lettori che avranno acquistato l’opera potranno, per un periodo di circa tre mesi, votare il racconto preferito, scegliendo il miglior giocatore in campo (l’uomo-partita, in termini calcistici; man of the match per gli anglofili e hombre del partido per gli ispanici).
Ma questa, per il momento, è un’altra storia, di cui ci occuperemo, con dettagli e modalità, più avanti. Per adesso, l’imperativo è scegliere una squadra equilibrata e di valore, capace di divertire ed emozionare.

Due parole sullo spirito dell’iniziativa, anche per rispondere a qualche interrogativo e chiarire qualche dubbio che già ho sentito serpeggiare dopo il lancio dell’iniziativa. Che, come detto, riprende la filosofia del Narrativo Presente: ispirarsi all’attualità per creare una forma di narrazione.
Qualcuno si è domandato come ispirarsi ai Mondiali 2014, visto che andranno in scena ben dopo l’invio dei racconti alla redazione. Chiarisco che il riferimento è ai Mondiali in generale, e che non mi aspetto certo che qualcuno tenti di anticipare gli esiti della competizione calcistica (che non avrebbe neppure senso, essendo ormai prossima e, di fatto, per molti superata al momento della lettura della raccolta).
Soprattutto, ricordo sempre che è necessaria l’attenzione alla realtà sociale dell’Italia contemporanea. Il che, in specifico, vuol dire che è bene evitare del tutto la focalizzazione sul fatto che il torneo si svolge in Brasile (con spunti suggestivi, ma estranei al nostro caso) e che, d’altra parte, mi auguro di non trovare gli abusati ricordi del proprio personale passato, a base di rievocazioni di partite mondiali passate alla storia mescolate con i momenti importanti della propria vita (non è vietato parlare del passato, sia chiaro: ma purché la narrazione ci riconduca a un aspetto sociale significativo nel contemporaneo e purché non viri sull’intimismo, che ci è estraneo).
Non andrei oltre con le specifiche, lasciando aperto lo spazio a dibattito e ulteriori chiarimenti. Paletti è bene non metterne troppi, augurandosi che la vena creativa porti gli autori a differenziare ambientazioni, riferimenti, punti di vista, approccio al tema. Restando, come appena precisato, giusto all’interno di quell’ampio tracciato che è pur sempre necessario disegnare.

Adesso attendiamo le vostre creazioni mondiali, con interesse e con la solita passione.
Perciò, buona scrittura a tutti.

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Archiviato in calcio, NarrativoPresente, scrittori

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