3 risposte a “LibroCo distributore nazionale dei titoli Autodafé

  1. Mi sono resa conto che la distribuzione e’ uno dei nodi dolenti; molte case Editrici pubblicano, anche senza contributo finanziario, ma non distribuiscono e non promuovono il libro. Mancanza di tempo, di soldi, di personale? Pubblichino meno!

  2. Sicuramente è un bel passo in avanti ma la distribuzione è un punto dolente. Se i libri non sono sugli scaffali, la richiesta di ordinarlo sarà sempre minimale, legato cioé alla ricerca di quel determinato titolo. D’altra parte librerie e grandi catene preferiscono esporre i titoli che vanno di moda o delle grandi case editrici. I motivi? Non lo so ma forse dipendono dalla visibilità.

  3. L’accordo con un distributore nazionale è una notizia di grande rilevanza per l’editore, ma anche per tutti gli attori della squadra di Autodafé, come per chi da anni segue questa bellissima realtà editoriale, che spesso ha fatto del donchisciottesco andare controcorrente la sua vocazione e la sua peculiarità identitaria. Ma Don Chisciotte non è uno stupido, è solo un uomo che ha visto in anticipo nella sua fantasia cose che i Sancho vedranno solo alla fine di tutta la storia.
    Naturalmente nessuno è così ingenuo da credere che la reperibilità potenziale dei libri produca automaticamente la loro presenza fisica massiccia nelle librerie di catena e che possa pertanto da sola invertire i rapporti di forza fra chi è artigiano del libro e i mastodontici gruppi editoriali.
    Però questo è il primo step per iniziare una nuova partita, per così dire, ad armi pari: case editrici come Autodafé non potranno mai aspirare ad avere, come proprio target, una famiglia che, appena uscita dalla Multisala dove si è ingozzata di cinepanettoni, entra nello store Mondadori per acciuffare al volo l’ultimo saggio di Vespa o l’autobiografia scandalistica di Cristiano Ronaldo. Tuttavia e per converso c’è uno zoccolo duro di lettori appassionati e attenti che segue con tenacia le realtà editoriali più serie e ricche culturalmente e fa dei loro titoli dei veri e propri romanzi cult, che finiscono così per diventare longseller.
    L’ho potuto costatare da autore, ma anche da lettore.
    Un aneddoto, per chiarire meglio il concetto: recentemente, nello scantinato di un grosso bookstore della città in cui abito, ho trovato l’opera omnia di Moccia (!) all’80% di sconto, praticamente 2/3 euro a volume, ed ho scorto la gente che sfilava indifferente o inorridita: quei libri sono rimasti là per mesi intatti, prima di essere, credo, macerati; di converso ho notato che sempre più persone cominciano ad interrogarsi sulle dinamiche editoriali ed a premiare le piccole realtà di qualità.
    A partire da questo primo passo forse possiamo pensare di vincere la nostra partita; a meno che non cerchiamo di giocare la partita d’altri o, peggio, di scambiare il fischio di inizio con quello di fine incontro.
    Sì, miei cari Sancho, la tenzone è appena cominciata!

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