Narrativo Presente: perché non pubblichiamo l’ebook di “Europei”

europadi
Cristiano Abbadessa, direttore editoriale Autodafé Edizioni
Giulia Pieretto, redazione Emergenza Scrittura

Alla fine ci siamo arresi. Dopo aver provato ad allungare i termini, tenendo il tema vivo per due mesi, abbiamo preso la dolorosa decisione di non selezionare alcun racconto tra quelli inviati e di non pubblicare, pertanto, l’ebook con la raccolta dei migliori contributi inviati sul tema “Europei”, lanciato a marzo e prolungato ad aprile. Ai primi di giugno, non uscirà il titolo della collana di ebook del Narrativo Presente.
Decisione dolorosa, si diceva, anche se in certo modo prevedibile, dopo che i racconti inviati nel primo mese avevano indotto a decidere un prolungamento. Alla fine, però, abbiamo dovuto prendere atto che il tema proposto non ha ispirato, forse è stato anche malinteso, in ogni caso non ha prodotto una quantità sufficiente di buoni racconti tale da giustificare la selezione di una raccolta.
Naturalmente, intendiamoci, non è che non vi fossero, in assoluto, racconti pubblicabili: qualcuno, anche se pochi, avrebbe potuto trovare spazio in una dignitosa raccolta. Mancavano però, a nostro parere, racconti davvero imperdibili, trascinanti, necessari da proporre alla lettura e tali da giustificare, quasi da soli, l’uscita dell’ebook. In assenza di questi, risultava infine troppo modesta, e inadeguata agli obiettivi, la possibile proposta di una raccolta con qualche racconto discreto, che sarebbe risultata esigua nelle dimensioni e non del tutto soddisfacente per il lettore.
Abbiamo cercato di capire per quali ragioni un tema di stringente attualità e, a nostro avviso, quasi per forza coinvolgente abbia invece riscontrato così scarso successo. Dalle risposte ricevute, possiamo dedurre che il tema sia stato in parte frainteso, dando troppo spazio alle suggestioni suscitate dalle frasi messe come spunto di riflessione e, invece, guardando poco al cuore della questione, che era il sentirsi o meno europei, l’avvertire una comune appartenenza o no, come era stato evidenziato nella nota su “Italiani Europei”. È possibile, quindi, che sia stato scambiato per questione di “politica estera” un tema che era invece fondamentalmente impolitico, molto personale, che chiamava a guardarsi dentro molto più di quanto avviene di solito nel Narrativo Presente.
È però anche vero, ed è uno degli aspetti che ci hanno colpito non positivamente, che troppi contributi hanno fatto ricorso all’escamotage di dare un contesto tenue a riflessioni e opinioni direttamente espresse dai personaggi, che erano poi, in forma abbastanza palese, le opinioni degli autori. Una soluzione non narrativa, e che non è in linea con lo spirito del progetto, sulla quale chiediamo a tutti di fermare l’attenzione. Narrativo Presente nasce per raccontare storie, non per esprimere opinioni in forma diretta: sono le storie, le strutture narrative e le trame, che devono chiamare il lettore a una riflessione sull’argomento, offrendo punti di vista non scontati; mentre non è nello scopo del progetto chiamare il lettore a confrontarsi con i pareri degli autori tramutati in riflessioni o parole dei personaggi. Serve, quindi, uno scatto verso la narrazione distaccandosi da una sorta di opinionismo che stona.
Peccato per l’Europa, ma siamo convinti che questo colpo a vuoto e le relative considerazioni ci aiuteranno ad aggiustare il tiro per il futuro.

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